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    Mattia Urru è il nuovo Presidente dei Giovani Imprenditori Confartigianato Sardegna

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    Mattia Urru è il nuovo Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato Sardegna. 25enne di Quartu si occupa di servizi digitali. Urru: “Abbiamo il compito di lavorare bene per creare le condizioni migliori alle prossime generazioni”. L’analisi di Confartigianato Sardegna: imprese giovanili in calo ma la young economy non si arrende. Presentata la ricerca Censis-Confartigianato: gli under 35 ad un impiego tradizionale, ripetitivo, imprigionato in gerarchie, preferiscono un lavoro libero e creativo.

    Mattia Urru, 25enne di Quartu imprenditore artigiano nei servizi digitali, è il nuovo Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato Imprese Sardegna.

    E’ stato nominato dall’Assemblea Regionale elettiva che ha visto la partecipazione di oltre 30 delegati provenienti da tutta l’Isola.

    Del Direttivo regionale fanno parte anche i vicepresidenti Martina Meloni di Oschiri e Lorenzo Finotto di Oristano, e gli altri componenti quali Agostino Isoni per la Gallura, Valentino Frau per Oristano e Valeria Melis per il Sud Sardegna.

    Urru, nato nel 1999 e laureato in ingegneria informatica all’Università di Cagliari e iscritto all’Ordine, è il fondatore e titolare di “Zippiri”, società di sviluppo software. Fa parte del Direttivo di Confartigianato Sud Sardegna ed è componente della Giunta Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confartigianato.

    Sono onorato di assumere questo ruolo in un momento cruciale per le nostre realtà produttive perché fare impresa non è facile, soprattutto nella nostra Isola – ha affermato il neo Presidente dei Giovani Imprenditori Artigiani – innovare e rinnovare comporta un forte investimento sui noi giovani che dobbiamo essere riferimento per la nostra generazione e, soprattutto, per quelle che verranno nei prossimi anni perché se noi siamo il presente, perché agiamo, lavoriamo e investiamo adesso, è nostro dovere preparare il futuro per chi verrà domani, di noi preparandogli il terreno e creando condizioni sempre migliori”. “Inoltre è necessario valorizzare la creatività e la passione dei nostri colleghi per supportarli nello sviluppo di idee innovative – ha proseguito Urru – e contribuire, così, a sviluppare attivamente il tessuto imprenditoriale sardo”.

    Il nuovo Presidente ha annunciato come le linee guida del mandato verranno programmate nei prossimi giorni e svolte con il supporto di tutto il Direttivo in raccordo con i Senior di Confartigianato Sardegna.

    Gli auguri di buon lavoro sono arrivati dai componenti l’Assemblea Regionale di Confartigianato Sardegna, con in testa il Presidente Regionale Giacomo Meloni che ha dichiarato come l’elezione di Urru segni l’inizio di una fase di rinnovamento per Confartigianato Sardegna, con l’obiettivo di creare una rete solida di imprese che possano lavorare sinergicamente per portare la regione a livelli sempre più autentici e competitivi, e porti un bagaglio di esperienza e una visione innovativa, orientata a valorizzare le eccellenze locali e a promuovere nuove opportunità per i giovani talenti sardi. Meloni ha poi aggiunto come il Movimento dei Giovani Imprenditori rappresenti una ventata di freschezza e determinazione per l’intero comparto artigianale isolano: “Siamo certi che la visione e l’impegno dei giovani potranno essere garanzia di una crescita equilibrata e sostenibile, in grado di valorizzare le radici della tradizione e di proiettare le imprese locali verso un futuro dinamico e ricco di opportunità”.

    L’Assemblea elettiva è stata anche l’occasione per fare il punto sulla situazione delle imprese giovanili della Sardegna e del lavoro under 35.

    Nell’Isola sono attive 12.854 realtà under35, il 7,7% di tutte le aziende registrate nelle Camere di Commercio. Quelle artigiane giovanili sono 2.575 e rappresentano il 7,6% del panorama artigiano; tale percentuale relega l’Isola al penultimo posto su base nazionale, classifica aperta dal Trentino con una percentuale del 13,5%.

    Analizzando le provincie storiche, su Cagliari operano 4.532 imprese giovanili di cui 858 artigiane, su Sassari-Gallura sono 4.256 di cui 1.036 artigiane, su Nuoro sono 3.137 di cui 570 artigiane e su Oristano 920 di cui 111 artigiane.

    I giovani imprenditori, principalmente, si occupano di costruzioni, turismo, servizi digitali e ICT, alla persona e al turismo ma anche di commercio on line e di altre professioni tradizionali.

    Nel 2024, l’occupazione under 35 della Sardegna risultava composta da 111mila lavoratori, praticamente invariata rispetto al 2021, equivalente a un tasso del 38,6%. Il maggior tasso di occupati giovani dell’Isola si registra nella provincia di Oristano, con il 47,8%, seguita da Cagliari con il 40,4%, Sassari-Gallura con il 38.8%, Nuoro con il 37,9% e Sud Sardegna con il 31,7%.

    L’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato è anche servita a segnalare un preoccupante calo delle imprese guidate da giovani imprenditori in Sardegna. Se nel 2014 queste erano ben 17.491 ora sono 12.854, dato che segna una perdita di 4.646 realtà, equivalenti al -26,6%.

    I numeri, emersi dall’analisi sulla natalità e mortalità delle giovani attività sarde, riflettono una trasformazione profonda del panorama imprenditoriale regionale e nazionale, alimentata anche dalla crisi demografica che sta attraversando la società. Sebbene il calo abbia coinvolto quasi tutti i settori, emergono tendenze di crescita in ambiti innovativi e sostenibili.

    In particolare, è cambiata la composizione settoriale dell’imprenditoria giovanile. Se nel 2014 il commercio e le costruzioni costituivano quasi il 45% delle imprese under 35, oggi la loro quota è scesa al 37%. Al contrario, cresce l’incidenza dei settori dei servizi alle imprese (passato dall’8,7% all’11,8%) e dell’ICT (da 6,4% all’8%), a testimonianza del crescente orientamento delle nuove generazioni verso settori tecnologici e di servizi avanzati.

    Un dato che evidenzia una trasformazione nelle scelte imprenditoriali dei giovani, sempre più orientati verso l’innovazione e la sostenibilità, a fronte di un panorama che presenta però evidenti difficoltà nel sostegno e nella crescita del tessuto imprenditoriale giovanile.

    Questo dato va letto in un contesto economico generalizzato e va inserito anche all’interno di uno scenario sociale di invecchiamento della popolazione – ha sottolineato Urru in Italia come in Sardegna il numero dei giovani è crollato in concomitanza della diminuzione della popolazione e di un impetuoso aumento della popolazione anziana”. “Per questo – ha continuato il neo Presidente dei Giovani Artigianiriteniamo fondamentale arginare la contrazione del numero di imprese guidate da under 35 attraverso misure concrete che favoriscano l’accesso al credito, la semplificazione burocratica e il supporto alla formazione e all’innovazione. Se da un lato settori tradizionali soffrono maggiormente, dall’altro la crescita dei servizi alle imprese e la stabilità di altri settori dimostrano che, con le giuste competenze e opportunità, i giovani possono ancora costruire il proprio futuro da protagonisti”. “La Sardegna, come tutta l’Italia, ha bisogno di nuove generazioni di imprenditori capaci di portare innovazione e valore aggiunto nei settori ad alta intensità di conoscenza – ha concluso – chiediamo alle Istituzioni di intervenire con politiche mirate, investendo nelle competenze e nella digitalizzazione per rendere più attrattiva e sostenibile la scelta imprenditoriale per i giovani. Non possiamo permetterci di perdere altre imprese giovanili: il futuro dell’artigianato e dell’economia del nostro Paese dipende dalla capacità di sostenere chi ha il coraggio di mettersi in gioco”.

    L’Assemblea dei Giovani è stata che l’occasione per presentare una ricerca del Censis per Confartigianato sulla percezione del lavoro da parte delle nuove generazioni che mostrano sempre più interesse ad occupazioni con orari flessibili, creative, con opportunità di apprendimento. Quindi gli under 35 non hanno dubbi: ad un impiego tradizionale, ripetitivo, imprigionato in gerarchie, preferiscono un lavoro libero e creativo.

    Secondo l’indagine, l’80% dei giovani tra 18 e 35 anni non considera il lavoro il fulcro della propria vita e il 91% ritiene invece prioritario avere tanto tempo libero per sè, per la famiglia e per coltivare le proprie passioni. Tra lavorare per vivere e vivere per lavorare gli under 35 scelgono quindi decisamente la prima opzione: il 61,2% vede, infatti, il lavoro come una necessità per soddisfare bisogni materiali, mentre solo il 38,8% pensa che sia un modo per realizzarsi.

    Dietro a questo approccio c’è il rifiuto di un posto “qualunque” e l’aspirazione ad un’occupazione motivante e coinvolgente che rispecchi interessi e valori personali. Infatti, l’87,9% dei giovani intervistati dall’indagine Censis/Confartigianato cerca un lavoro che offra libertà e spazio per l’innovazione e, per l’81,8% degli under 35, ciò corrisponde all’idea di avviare una propria impresa.

    Le attività imprenditoriali artigiane spiccano come un’opportunità di lavoro interessante, indicata dal 39,3% dei giovani, proprio per la possibilità di esprimere la propria creatività, concretizzare idee e progetti, operare in autonomia, realizzare prodotti unici, belli e ben fatti e portarli nel mondo. Ma il 51,5% dei giovani vede l’avvio di un’impresa come un sogno proibito, soprattutto a causa delle difficoltà burocratiche.

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