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    Sangue, Sardegna da allarme rosso: solo 5 prenotazioni per donare in ospedale nel Medio Campidano

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    Sono solo 5, a stamattina, le prenotazioni per donare il sangue sabato 16 luglio nell’ospedale del Medio Campidano. Un’emorragia (è il caso di dirlo) di donatori causata dal caldo e dal nuovo picco di contagi in tutta la Sardegna (a San Gavino Monreale, unico comune del territorio che dirama un bollettino quotidiano per informare i cittadini, sono 247 i casi di positività, negli altri paesi i dati non vengono pubblicati oppure gli aggiornamenti sono più sporadici).

    Qualunque sia la causa, la nostra regione è in piena emergenza (parola che per ora non è mai stata pronunciata dagli addetti ai lavori, ma probabilmente sarebbe il caso di iniziare a farlo). Abbiamo contattato diversi centri trasfusionali dell’Isola e in tutti le scorte di sangue sono in rapido esaurimento. Nei prossimi giorni potrebbero saltare le trasfusioni per i pazienti talassemici e gli interventi chirurgici. È superfluo spiegare le conseguenze tragiche di questa grave carenza di sangue e di donazioni.

    “Oggi ci troviamo a fronteggiare questo dato preoccupante – spiegano i volontari dell’AVIS Comunale di San Gavino -. Solo 5 persone hanno prenotato per donare il sangue, sabato 16 luglio, al Centro Trasfusionale dell’Ospedale Nostra Signora di Bonaria”.

    L’appello è urgente e rivolto a tutti, per prenotare subito la prossima donazione di sangue al numero 070.9378391 (attivo dal lunedì al venerdì, dalle 12:00 alle 14:00). All’ospedale di San Gavino Monreale si può donare ogni martedì, giovedì e sabato dalle 8:00 alle 12:00. In alternativa ci sono le date nelle autoemoteche o nei centri del Medio Campidanocome da calendario dell’AVIS Provinciale.

    “Sappiamo che con questo caldo è più faticoso recarsi a donare rispetto ad andare al mare o stare a casa con il condizionatore acceso – queste le parole dei volontari AVIS – e sappiamo anche che se la situazione non cambia, l’estate del 2022 sarà davvero drammatica. E noi non vogliamo trovarci a dirci, in lacrime, “Sarebbe successo ugualmente, se tutti avessero fatto la loro parte? Grazie anticipatamente a tutti coloro che risponderanno al nostro appello o lo condivideranno. Il passaparola sarà fondamentale!“.

    Anche la nostra Redazione si unisce all’appello e vi chiediamo di condividere questo articolo o gli appelli delle AVIS locali. La situazione è molto grave, e se le risposte non arrivano dai vertici sanitari regionali (da cui ci aspetteremmo, a partire dalla primavera, massicce campagne di comunicazione e sensibilizzazione, attraverso ogni canale possibile), si rende necessaria una mobilitazione dal basso per salvare, ancora una volta, le vite dei pazienti sardi in attesa di trasfusione.

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